Dove c’è dio…

November 21st, 2008

…c’è pace…

Black

November 11th, 2008

 

Smendock aprì la porta, superò l’uscio ed entrò in casa. Smen-Tzu stava lì, di fronte alla tv che non parlava di altro che di Obama, di Barack Obama, di questo primo presidente nero degli states.

<< Sai maestro - disse Smendock, levandosi l’impermeabile - sono d’accordo con te: troppo entusiasmo per questa storia di Obama. Ciònonostante desidero raccontarti un fatto… >>

<< Ti ascolto >> gli fece Smen-Tzu.

<< Vedi, l’altra sera tornavo in treno da lavoro, come mio solito. Il treno era sovraffollato all’inverosimile, come al solito: trovi un vastissimo campionario di etereogenea umanità in un treno di pendolari all’ora di punta, you know… e comunque c’era sto tizio qui, un ragazzo fattone, con la faccia gonfia di alcool, rabbia, delusioni… c’era sto qua con lo zaino, sporco, trasandato, con un cappellino in testa. In piedi come una miriade di altri umani nello stesso metro quadro di treno, un metro quadro di umanità sconosciuta, visi stanchi e stressati, con la mente proiettata altrove. Ad un certo punto sto tizio prende a fissare un ragazzo nero, tranquillo, per i cazzi suoi, tutto ben vestito e curato; poi, senza che neanche il nero si sia accorto della sua esistenza gli fa << …cazzo c’hai da guardare? >> e il nero gli fa << Chi… io? >> incredulo. << Cazzo guardi! >> gli fa ancora il tizio, con lo sguardo da fattone che gli va in giro per il treno. << Cazzo guardi…! Non vi sopporto… prima venite in Italia senza che nessuno vi abbia invitato e poi rompete anche il cazzo… ma con me non la passi liscia - gli fa quel cazzone - io… io non ve la faccio passare liscia! >>. E senza manco finire questa compilation di stronzate gli da addosso. Sia io che alcuni ragazzi spagnoli che stavan là davanti ci gettiamo addosso a lui per bloccarlo e dopo esserci riusciti sto fattone si scaglia contro di noi. Ma per fortuna riusciamo a placcarlo… è furioso. Si dilegua non appena arriva un controllore assieme ad uno della Polfer, ma il ragazzo nero non vuole risalire nel treno… è visibilmente scioccato. Non serve tranquillizzarlo… non vuole risalire… vuole fare non so quale denuncia o cosa… ma ha paura, esce dal treno spaesato… >>

Smen-Tzu lo ascoltava, impassibile.

<< Ecco, vedi maestro… quando ha vinto Obama ho pensato: beh, cazzo… ok, non cambierà tanto… non esistono poteri buoni, ok… ma almeno oggi sia un giorno di orgoglio per tutti i neri discriminati di ogni fottutissimo dove, di ogni paese pallido e sbiadito, annebbiato da ignoranza e presunzione… sia un giorno in cui i razzisti di tutto questo pianeta rosichino… >>

Black Power!

 

Beata ignoranza

October 28th, 2008

Mariastella Gelmini, Beata Ignoranza

 

Beato il Paese che coltiva l’ignoranza; il Paese che salva compagnie aeree, banche, speculatori, cordate, ma che soldi per stipendifici come la scuola o l’università non ne ha mai. Beato il Paese dalla memoria corta, il Paese che la nostra dittatura è stata all’acqua di rose, il Paese che non è razzista ma darebbe fuoco ai rom, il Paese che vorrebbe scuole con classi per italiani e classi per immigrati.

Beata ignoranza, non conoscer recessione, viver leggeri di precarietà, senza ansia, pianificando le rate per pagare il nuovo videofonino o sognando di fronte alla pubblicità di una nuova automobile. Beato il Paese che sorride all’unisono col suo premier, che legge i suoi giornali, che guarda le sue TV, che ride al Bagaglino, che si compiace della battuta del ministro di turno. Beato il Paese con il divario che si allarga, i ricchi e i poveri ognuno a casa sua; il Paese senza coscienza di classe ma con ammirazione per chi sta su. Beato il Paese della matematica creativa, il Paese dove si tagliano i fondi per aumentare stipendi e qualità.

Beato il Paese semplice, italiani brava gente, il Paese che vive da mammà fino a quarantanni; beato il Paese che prega dio e ascolta il santo padre, il Paese in fila ai provini del Grande Fratello, il Paese morbosamente attento alla cronaca nera e al gossip, il Paese che vota proibizionista e si infarina il naso di coca, il Paese che i politici son tutti uguali e che trova lavoro col voto di scambio e le clientele, il Paese che applaude Gomorra ma che si fa i cazzi suoi.

Il Paese che urla “Razzista!” a Dacia Valent dandogli della scimmia e della sporca negra. Il Paese che po po po po po po po poooo, campioni del mondo, po po po po po po po poooooo.

Beato sia questo Paese, Beata Ignoranza.

Non denigrate il nostro BelPaese, non sputate nel piatto in cui mangiate. Disoccupate scuole, università, centri di ricerca, strade, piazze, e ricordate: una mano lava l’altra e ogni cosa si aggiusterà. E ricordate sempre il detto ciociaro:

Ma beata l’ignoranza:
se sta bene de mente, de core e de panza
!

FEAR

October 15th, 2008

razzismo

 

Smendock posò il giornale, guardò il maestro e disse:

<< Maestro, hai letto? A quanto pare il fenomeno nel nostro belpaese non è più solo in incubazione… oramai il bubbone razzismo è esploso! L’ho sempre pensato io… altro che italiani brava gente, tzè… >>

<< …è solo paura - rispose Smen-Tzu, solo paura del diverso… >>
<< … si ha paura di ciò che non si conosce >> continuò il maestro.
<< Si ha paura dell’alterità, dell’altro… si ha paura anche dell’altro che vive dentro noi, della nostra moltitudine… si ha paura di ciò che non si conosce e pochi tra noi, pochi davvero… pochi tra noi possono dire di conoscersi veramente… >>

October 4th, 2008

tao

Il Tao di Smendock vi segnala un interessante gruppo di aNobii (social network che permette di creare una libreria virtuale e di scambiarsi informazioni nel forum di discussione con una vasta community di lettori) dedicato alla Medicina Cinese (e, più in generale, al Taoismo).

Per accedere al gruppo cliccate qui o cercatelo tra i link di questo blog.

Smendock (e Smen-Tzu, che annuisce con lo sguardo) ringraziano per la segnalazione Roberto Jobet.

Empatie #001 - Pianeti

September 25th, 2008

Pianeti

 

 

Il ragazzo italiano ucciso a Milano perché era nero e aveva preso un sacchetto di biscotti. L’altro ragazzo italiano estradato in Grecia perché condannato per 21 grammi di hashish. La compagnia di bandiera italiana svenduta ai peggiori offerenti. La scuola italiana distrutta mattone dopo mattone e i diritti di maestri e maestre, bambini e genitori allegramente calpestati. Il premier italiano che fa lo spiritoso con le ragazze in tv ed è sempre più popolare. Le polemiche sul fascismo, sull’antifascismo, sul postfascismo, sulla repubblica di Salò. La tv italiana che ricomincia con i soliti programmi, le solite facce, le solite battute. Il boom della cocaina tra i bambini di Milano. Il campionato di calcio e la sua scia di tifosi nazisti. La polemica sul Pincio, la polemica sulle prostitute, la polemica sulla legge elettorale per le elezioni europee. Ci sono certe settimane in cui uno vorrebbe vivere non in un altro paese, ma proprio su un altro pianeta…

 

 

Giovanni De Mauro
Internazionale, n° 762 | 19/25 settembre 2008

10 Settembre 2008: un buco nero ci inghiottirà?

September 5th, 2008


Smendock aprì il giornale e ci si perse dentro, catturato da una notizia che non s’aspettava.


L’esperimento fra 10 giorni. Guerra tra scienziati: “Un buco nero ci inghiottirà”
Il Cern di Ginevra: nessun rischio. Ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani
“Fermate il test sul Big Bang o la Terra sparirà”

<< Maestro -disse, rivolgendosi a Smen-Tzu - avete letto qui? >>
<< Letto cosa…? >> gli rispose. Smendock prese a leggere l’articolo a voce alta; il suo sguardo tradiva un misto di incredulità e preoccupazione.


LONDRA - Per gli studiosi che si apprestano a spingere il pulsante d’accensione, si tratta di ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang: ovvero di riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro universo, all’inizio del mondo.

Ma per un gruppo di preoccupati ricercatori l’esperimento che dovrebbe cominciare tra dieci giorni in un immenso laboratorio sotterraneo, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine tra Francia e Svizzera, comporta il rischio della fine del mondo, la distruzione e anzi la letterale scomparsa del nostro pianeta. Così, all’ultimo momento, gli oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria potrebbe bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi.

Oggetto della contesa è il Large hadron collider, un acceleratore da 6 miliardi di euro che, facendo scontrare particelle atomiche ad alta velocità e generando temperature di più di un trilione di gradi Celsius, dovrebbe rivelare il segreto di come è cominciato l’universo. Venti paesi europei, più gli Stati Uniti, hanno finanziato il progetto, che dopo anni di preparativi dovrebbe prendere il via il 10 settembre al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra.

Qualcuno, tuttavia, teme che l’esperimento andrà ben oltre le aspettative, creando effettivamente un mini buco nero, che crescerà di dimensioni e potenza fino a risucchiare dentro di sé la terra, divorandola completamente nel giro di quattro anni. Gli scienziati di Ginevra ribattono che non c’è assolutamente nulla da temere: ci sono scarse possibilità che l’acceleratore formi un buco nero capace di porre una minaccia concreta al pianeta, dicono, perché la natura produce continuamente delle collisioni di energia più alte di quelle che saranno create artificialmente dall’acceleratore, per esempio quando i raggi cosmici colpiscono la terra. Esperimenti di questo tipo, inoltre, sono stati condotti per trent’anni, senza avere risucchiato nemmeno un pezzettino della terra né causato danni di qualsiasi genere.

<< Maestro… e se accadesse veramente? >>
<< …e allora? Se anche fosse? Niente ha inizio o fine, tutto è eterno presente. Sarebbe una buona occasione per sperimentare l’Uno molteplice, per tornare tutti all’indifferenziato… di che ti preoccupi? >>

Detto questo, il maestro prese il giornale e lesse con attenzione l’articolo. Quindi si rivolse al discepolo, non distogliendo gli occhi dalla sua lettura.
<< Senti…quei 50 euro che ti ho prestato ieri notte… ce li hai?… non è che potresti rendermeli…? >>


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Sicurezza

August 28th, 2008

Smendock si guardò attorno: sbirri dappertutto. E ora anche i militari nelle strade: dice che c’è l’allarme sicurezza. Smendock si rivolse a Smen-Tzu, che camminava al suo fianco facendosi largo tra volanti, camionette, cellulari e posti di blocco:

<< Maestro… eppure io non mi sento affatto sicuro… no… tutte queste guardie armate di manganello, pistola e mitra… tutti questi sguardi arroganti dietro gli occhiali da sole a specchio… Maestro, no… non mi rassicurano… io non mi sento affatto sicuro… >>

Smen-Tzu alzò le spalle e stoico gli rispose:

<< Di che ti stupisci, è come sempre: polizia dappertutto, giustizia da nessuna parte… >>

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Meditazione Metropolitana #001 - Chi 6?

August 23rd, 2008

Impronta digitale

Chi sei? Chi?
Ho perso i documenti, tutti, tutti assieme…
Chi sei?
Li ho persi la notte prima di prendere l’aereo, capisci? …cazzo…
Chi sei?
Uno sbadato, ok… ma il punto non è questo. Chi sei? Chi diavolo sei tu?
Sei il nome? Sei il tuo nome scritto su quella carta? …il tuo nome… sei davvero il tuo nome?
Chi diavolo sei tu?

Sei un altro ogni secondo che passa… ogni millesimo, ogni milionesimo di secondo che passa…

Chi sei? Sei davvero il tuo nome?
Sei il nome dettato sul verbale che ha scritto quello sbirro nella denuncia?
Chi diavolo sei?

E ora che hanno trovato il tuo portafogli e ti hanno reso i documenti… e ora chi sei?
Ho due copie di documenti ora… le guardie mi hanno intimato di distruggere le vecchie, capisci?… una sola foto, un solo codice… mi hanno intimato di non fare casino…

Chi sei Smendock? Chi sei…?

Panta Rei identitario
dedicato ad Eraclito

Il punto sulla situazione

July 5th, 2008

NO G8, Japan 2008

Smen-Tzu chiuse il giornale, lo posò sul tavolo, ci guardò e disse

<< Berlusconi, Veltroni… e poi tutto questo entusiasmo per questo Barack Obama… è l’economia che comanda, il capitale… non la politica oramai, ma la finanza… non esistono governi buoni. Ogni autorità andrebbe ignorata, sbeffeggiata. Ogni loro attività boicottata. Lavorare lentamente, ridurre il loro profitto alle nostre spalle. Anche questa nostra giornata al mare, in questo splendido mare di Sardegna, se vissuta con la consapevolezza dell’anarco-taoismo, è un’esperienza di sovversione interiore. >>

Così disse. Quindi prese la bottiglia di Ichnusa, riempì i nostri calici e assieme brindammo al prolungarsi della nostra disoccupazione.

Il sole scendeva lentamente sul mare colorando tutto di un intenso rossiccio. Una leggera brezza smorzava il caldo della giornata. La luna, in anticipo, appariva misteriosamente sullo sfondo… lo yin lentamente subentrava allo yang. Tutto a posto, niente in ordine. Come sempre.