Preda/Predatore
Tuesday, August 25th, 2009<< Maestro - gli fece Smendock - questo mercato del lavoro è una giungla e io mi sento una preda… che fare? >>
<< C’è preda e preda… >> gli rispose Smen-Tzu…
<< Maestro - gli fece Smendock - questo mercato del lavoro è una giungla e io mi sento una preda… che fare? >>
<< C’è preda e preda… >> gli rispose Smen-Tzu…

Non che ci fosse molto altro da fare… quindi se ne stettero a bere tutta la notte a guardare le stelle (de)cadenti dalla buia spiaggia.
Smen-Tzu si versò un altro calice di Cannonau, si rivolse a noi indicando il cielo e disse:
<< Notte di San Lorenzo… guarda il cielo stellato, osserva una stella cadente ed esprimi un desiderio… poi però datti da fare per realizzarlo chico… >>
<< In effetti - fece Smendock - ho come la sensazione che queste stelle… non so… quest’anno è come se loro esprimessero un desiderio a me, capite?… >>
<< Che stronzata… >> gli fece qualche altro discepolo, dal buio.
Smen-Tzu invece annuì. Finì di vuotare il calice e dopo una pausa, con solennità, si rivolse ai discepoli e disse:
<< Passatemi il vino però… non vi parcheggiate! >>

Smendock se ne stava lì. D’un tratto si rivolse a Smen-Tzu e disse:
<< Maestro, sono mesi che mi sbatto come un dannato… a piedi in stazione, bus, treno, ancora bus… allavoro e ancora università… non mi bastava una laurea! C’è un caldo della madonna su quei mezzi infernali e gente alienata e parlano diecimila lingue o stanno zitti o leggono non so cosa …o peggio, fissano nel vuoto o fissano me… e io per far questo non ho tempo di fare niente, manco di scrivere su sto blog… e te te ne stai lì, non so se puoi capirmi… almeno abbi pietà… la sera quando arrivo sfatto fammi trovare la cena, e invece sei aggiro e torni tutto bello rilassato e anche un pò brillo… stasera vengo anche io… si va a vedere Bob Log III così non ci penso… però offrimi da bere perchè sono al verde… green economy direi… eh? Non mi dici niente eh? …te ne stai lì, a leggere e io sto uscendo e oggi ci sono i miei boss in riunione e io gli parlerò del progetto… e loro non mi dicon neanche se a Settembre son rinnovato o che… me lo diranno il 32 Agosto immagino… >>
<< Stasera si va là… offro io il beveraggio >> gli fece Smen-Tzu, senza distogliere gli occhi dal libro.
<< Tu che sei saggio, dimmi almeno il modo di fare soldi senza tutto sto sbattimento… >>
<< I soldi non sono così importanti… >> lo interruppe il Maestro.
<< Tu dimmi come fare… non voglio arricchirmi… voglio sopravvivere, non arricchirmi… >>
Smen-Tzu chiuse il libro, lo posò sul tavolo, si alzò e si stiracchiò…
<< E va bene - disse - … hai una banconota? Ti faccio vedere una cosa… >>
Smendock rimase perplesso. Poi aprì il portafogli e ne tirò fuori una.
<< Ho sto pezzo da 20… poi solo monetalla… >>
<< Andrà benissimo - gli fece Smen-Tzu - …dammela… >>
Smendock gliela passò fiducioso. Smen-Tzu la prese, la mise nel suo portafogli, riprese il libro e si sedette nuovamente nella sua sedia a dondolo.
<< Questa è la lezione numero 1 >> concluse.
<< Il tempo non esiste - lo interruppe Smen-Tzu - …io e te e tutto e tutti siamo immersi nell’eterno presente, un istante eterno e infinito dalle infinite possibilità… >>.
<< Certo, cazzo - riprese Smendock - siamo gettati in questa situazione senza sapere chi siamo… e dove andiamo… >>
<< …e soprattutto se ci sarà parcheggio! >> concluse Smen-Tzu.
I due se la risero di gusto. Il tempo iniziava ad ingrigire i loro capelli e qualche notte brava iniziava a sentirsi un pò di più… ma loro erano sempre gli stessi, in eterna trasformazione, come tutto/i d’altronde…
Smendock era già in cucina, intento a sorseggiare il suo primo caffè quotidiano. Il sole entrava prepotentemente e con dolcezza dalla finestra giocando con le ombre di mobili e oggetti. Smen-Tzu entrò nella stanza, stravolto come dopo ogni late night passata con i suoi discepoli.
<< C’è del caffè…? >>
bisbigliò il Maestro.
<< Buon 25 Aprile! >> gli disse Smendock << Oggi si festeggia la Libertà >>
<< No, oggi si festeggia la Liberazione… >> lo interruppe il Maestro.
Poi si versò del caffè e sorseggiandolo assorto aggiunse:
<< Non esiste la libertà… esistono solo processi di liberazione >>
Il contrario di Taoismo è Fascismo. Taoismo significa essenzialmente seguire il percorso di minor resistenza, mantenendo sempre il rispetto e la considerazione del benessere e della libertà degli altri esseri. Fascismo significa controllare il comportamento degli altri e manipolarli per soddisfare il tuo particolare modello di realtà, con la forza se necessario. (…)
Fascismo è seguire la via del fare, cioè forzare, laddove Taoismo significa seguire la via del permettere ciò che sorge spontaneamente…
(…)
da:
Manuale del guerriero urbano. Una guida per la sopravvivenza spirituale
di Dottor Piediscalzi

<< Maestro… perchè siamo qui? >>
<< Oggi è l’equinozio di Primavera - irruppe Smen-Tzu - inizio della piena espansione dello Yang nel mondo manifesto. Un momento in cui l’equilibrio delle forze può consentire di esplorare direzioni nuove, senza sentirsi vincolati da regole, precetti o convinzioni preesistenti. Ti ho portato a mirare il mare su questo scoglio, un pò fuori mano, affinchè te, respirando profondamente e mirando cielo e mare congiungersi all’orizzonte, mentre il sole risplende sull’acqua a simboleggiare l’espansione dello yang sul cosmo, ti senta un tuttuno con l’Uno molteplice. >>
Era tutto molto affascinante, anche se c’era un vento della madonna.
<< E poi qua vicino c’è un buon ristorante con specialità di mare e, tenendo conto che mi devi i soldi della scommessa che hai perso sulle regionali della Sardegna, potrebbe essere una buona occasione per saldare la cosa… no? >>
<
<< Vabbè, ho capito… vada per il pranzo di mare e nada newroz… >>
Smendock aprì la porta, superò l’uscio ed entrò in casa. Smen-Tzu stava lì, di fronte alla tv che non parlava di altro che di Obama, di Barack Obama, di questo primo presidente nero degli states.
<< Sai maestro - disse Smendock, levandosi l’impermeabile - sono d’accordo con te: troppo entusiasmo per questa storia di Obama. Ciònonostante desidero raccontarti un fatto… >>
<< Ti ascolto >> gli fece Smen-Tzu.
<< Vedi, l’altra sera tornavo in treno da lavoro, come mio solito. Il treno era sovraffollato all’inverosimile, come al solito: trovi un vastissimo campionario di etereogenea umanità in un treno di pendolari all’ora di punta, you know… e comunque c’era sto tizio qui, un ragazzo fattone, con la faccia gonfia di alcool, rabbia, delusioni… c’era sto qua con lo zaino, sporco, trasandato, con un cappellino in testa. In piedi come una miriade di altri umani nello stesso metro quadro di treno, un metro quadro di umanità sconosciuta, visi stanchi e stressati, con la mente proiettata altrove. Ad un certo punto sto tizio prende a fissare un ragazzo nero, tranquillo, per i cazzi suoi, tutto ben vestito e curato; poi, senza che neanche il nero si sia accorto della sua esistenza gli fa << …cazzo c’hai da guardare? >> e il nero gli fa << Chi… io? >> incredulo. << Cazzo guardi! >> gli fa ancora il tizio, con lo sguardo da fattone che gli va in giro per il treno. << Cazzo guardi…! Non vi sopporto… prima venite in Italia senza che nessuno vi abbia invitato e poi rompete anche il cazzo… ma con me non la passi liscia - gli fa quel cazzone - io… io non ve la faccio passare liscia! >>. E senza manco finire questa compilation di stronzate gli da addosso. Sia io che alcuni ragazzi spagnoli che stavan là davanti ci gettiamo addosso a lui per bloccarlo e dopo esserci riusciti sto fattone si scaglia contro di noi. Ma per fortuna riusciamo a placcarlo… è furioso. Si dilegua non appena arriva un controllore assieme ad uno della Polfer, ma il ragazzo nero non vuole risalire nel treno… è visibilmente scioccato. Non serve tranquillizzarlo… non vuole risalire… vuole fare non so quale denuncia o cosa… ma ha paura, esce dal treno spaesato… >>
Smen-Tzu lo ascoltava, impassibile.
<< Ecco, vedi maestro… quando ha vinto Obama ho pensato: beh, cazzo… ok, non cambierà tanto… non esistono poteri buoni, ok… ma almeno oggi sia un giorno di orgoglio per tutti i neri discriminati di ogni fottutissimo dove, di ogni paese pallido e sbiadito, annebbiato da ignoranza e presunzione… sia un giorno in cui i razzisti di tutto questo pianeta rosichino… >>


Smendock posò il giornale, guardò il maestro e disse:
<< Maestro, hai letto? A quanto pare il fenomeno nel nostro belpaese non è più solo in incubazione… oramai il bubbone razzismo è esploso! L’ho sempre pensato io… altro che italiani brava gente, tzè… >>
<< …è solo paura - rispose Smen-Tzu, solo paura del diverso… >>
<< … si ha paura di ciò che non si conosce >> continuò il maestro.
<< Si ha paura dell’alterità, dell’altro… si ha paura anche dell’altro che vive dentro noi, della nostra moltitudine… si ha paura di ciò che non si conosce e pochi tra noi, pochi davvero… pochi tra noi possono dire di conoscersi veramente… >>
L’esperimento fra 10 giorni. Guerra tra scienziati: “Un buco nero ci inghiottirà”
Il Cern di Ginevra: nessun rischio. Ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani
“Fermate il test sul Big Bang o la Terra sparirà”
<< Maestro -disse, rivolgendosi a Smen-Tzu - avete letto qui? >>
<< Letto cosa…? >> gli rispose. Smendock prese a leggere l’articolo a voce alta; il suo sguardo tradiva un misto di incredulità e preoccupazione.
LONDRA - Per gli studiosi che si apprestano a spingere il pulsante d’accensione, si tratta di ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang: ovvero di riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro universo, all’inizio del mondo.
Ma per un gruppo di preoccupati ricercatori l’esperimento che dovrebbe cominciare tra dieci giorni in un immenso laboratorio sotterraneo, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine tra Francia e Svizzera, comporta il rischio della fine del mondo, la distruzione e anzi la letterale scomparsa del nostro pianeta. Così, all’ultimo momento, gli oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria potrebbe bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi.
Oggetto della contesa è il Large hadron collider, un acceleratore da 6 miliardi di euro che, facendo scontrare particelle atomiche ad alta velocità e generando temperature di più di un trilione di gradi Celsius, dovrebbe rivelare il segreto di come è cominciato l’universo. Venti paesi europei, più gli Stati Uniti, hanno finanziato il progetto, che dopo anni di preparativi dovrebbe prendere il via il 10 settembre al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra.
Qualcuno, tuttavia, teme che l’esperimento andrà ben oltre le aspettative, creando effettivamente un mini buco nero, che crescerà di dimensioni e potenza fino a risucchiare dentro di sé la terra, divorandola completamente nel giro di quattro anni. Gli scienziati di Ginevra ribattono che non c’è assolutamente nulla da temere: ci sono scarse possibilità che l’acceleratore formi un buco nero capace di porre una minaccia concreta al pianeta, dicono, perché la natura produce continuamente delle collisioni di energia più alte di quelle che saranno create artificialmente dall’acceleratore, per esempio quando i raggi cosmici colpiscono la terra. Esperimenti di questo tipo, inoltre, sono stati condotti per trent’anni, senza avere risucchiato nemmeno un pezzettino della terra né causato danni di qualsiasi genere.
<< Maestro… e se accadesse veramente? >>
<< …e allora? Se anche fosse? Niente ha inizio o fine, tutto è eterno presente. Sarebbe una buona occasione per sperimentare l’Uno molteplice, per tornare tutti all’indifferenziato… di che ti preoccupi? >>
Detto questo, il maestro prese il giornale e lesse con attenzione l’articolo. Quindi si rivolse al discepolo, non distogliendo gli occhi dalla sua lettura.
<< Senti…quei 50 euro che ti ho prestato ieri notte… ce li hai?… non è che potresti rendermeli…? >>

Smendock si guardò attorno: sbirri dappertutto. E ora anche i militari nelle strade: dice che c’è l’allarme sicurezza. Smendock si rivolse a Smen-Tzu, che camminava al suo fianco facendosi largo tra volanti, camionette, cellulari e posti di blocco:
<< Maestro… eppure io non mi sento affatto sicuro… no… tutte queste guardie armate di manganello, pistola e mitra… tutti questi sguardi arroganti dietro gli occhiali da sole a specchio… Maestro, no… non mi rassicurano… io non mi sento affatto sicuro… >>
Smen-Tzu alzò le spalle e stoico gli rispose:
<< Di che ti stupisci, è come sempre: polizia dappertutto, giustizia da nessuna parte… >>
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