Tributo a Fabrizio De Andrè
Saturday, January 10th, 2009
Fabrizio De Andrè - Il Testamento
Smendock aprì la porta, superò l’uscio ed entrò in casa. Smen-Tzu stava lì, di fronte alla tv che non parlava di altro che di Obama, di Barack Obama, di questo primo presidente nero degli states.
<< Sai maestro - disse Smendock, levandosi l’impermeabile - sono d’accordo con te: troppo entusiasmo per questa storia di Obama. Ciònonostante desidero raccontarti un fatto… >>
<< Ti ascolto >> gli fece Smen-Tzu.
<< Vedi, l’altra sera tornavo in treno da lavoro, come mio solito. Il treno era sovraffollato all’inverosimile, come al solito: trovi un vastissimo campionario di etereogenea umanità in un treno di pendolari all’ora di punta, you know… e comunque c’era sto tizio qui, un ragazzo fattone, con la faccia gonfia di alcool, rabbia, delusioni… c’era sto qua con lo zaino, sporco, trasandato, con un cappellino in testa. In piedi come una miriade di altri umani nello stesso metro quadro di treno, un metro quadro di umanità sconosciuta, visi stanchi e stressati, con la mente proiettata altrove. Ad un certo punto sto tizio prende a fissare un ragazzo nero, tranquillo, per i cazzi suoi, tutto ben vestito e curato; poi, senza che neanche il nero si sia accorto della sua esistenza gli fa << …cazzo c’hai da guardare? >> e il nero gli fa << Chi… io? >> incredulo. << Cazzo guardi! >> gli fa ancora il tizio, con lo sguardo da fattone che gli va in giro per il treno. << Cazzo guardi…! Non vi sopporto… prima venite in Italia senza che nessuno vi abbia invitato e poi rompete anche il cazzo… ma con me non la passi liscia - gli fa quel cazzone - io… io non ve la faccio passare liscia! >>. E senza manco finire questa compilation di stronzate gli da addosso. Sia io che alcuni ragazzi spagnoli che stavan là davanti ci gettiamo addosso a lui per bloccarlo e dopo esserci riusciti sto fattone si scaglia contro di noi. Ma per fortuna riusciamo a placcarlo… è furioso. Si dilegua non appena arriva un controllore assieme ad uno della Polfer, ma il ragazzo nero non vuole risalire nel treno… è visibilmente scioccato. Non serve tranquillizzarlo… non vuole risalire… vuole fare non so quale denuncia o cosa… ma ha paura, esce dal treno spaesato… >>
Smen-Tzu lo ascoltava, impassibile.
<< Ecco, vedi maestro… quando ha vinto Obama ho pensato: beh, cazzo… ok, non cambierà tanto… non esistono poteri buoni, ok… ma almeno oggi sia un giorno di orgoglio per tutti i neri discriminati di ogni fottutissimo dove, di ogni paese pallido e sbiadito, annebbiato da ignoranza e presunzione… sia un giorno in cui i razzisti di tutto questo pianeta rosichino… >>


Beato il Paese che coltiva l’ignoranza; il Paese che salva compagnie aeree, banche, speculatori, cordate, ma che soldi per stipendifici come la scuola o l’università non ne ha mai. Beato il Paese dalla memoria corta, il Paese che la nostra dittatura è stata all’acqua di rose, il Paese che non è razzista ma darebbe fuoco ai rom, il Paese che vorrebbe scuole con classi per italiani e classi per immigrati.
Beata ignoranza, non conoscer recessione, viver leggeri di precarietà, senza ansia, pianificando le rate per pagare il nuovo videofonino o sognando di fronte alla pubblicità di una nuova automobile. Beato il Paese che sorride all’unisono col suo premier, che legge i suoi giornali, che guarda le sue TV, che ride al Bagaglino, che si compiace della battuta del ministro di turno. Beato il Paese con il divario che si allarga, i ricchi e i poveri ognuno a casa sua; il Paese senza coscienza di classe ma con ammirazione per chi sta su. Beato il Paese della matematica creativa, il Paese dove si tagliano i fondi per aumentare stipendi e qualità.
Beato il Paese semplice, italiani brava gente, il Paese che vive da mammà fino a quarantanni; beato il Paese che prega dio e ascolta il santo padre, il Paese in fila ai provini del Grande Fratello, il Paese morbosamente attento alla cronaca nera e al gossip, il Paese che vota proibizionista e si infarina il naso di coca, il Paese che i politici son tutti uguali e che trova lavoro col voto di scambio e le clientele, il Paese che applaude Gomorra ma che si fa i cazzi suoi.
Il Paese che urla “Razzista!” a Dacia Valent dandogli della scimmia e della sporca negra. Il Paese che po po po po po po po poooo, campioni del mondo, po po po po po po po poooooo.
Beato sia questo Paese, Beata Ignoranza.
Non denigrate il nostro BelPaese, non sputate nel piatto in cui mangiate. Disoccupate scuole, università, centri di ricerca, strade, piazze, e ricordate: una mano lava l’altra e ogni cosa si aggiusterà. E ricordate sempre il detto ciociaro:
Ma beata l’ignoranza:
se sta bene de mente, de core e de panza!
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Smendock (e Smen-Tzu, che annuisce con lo sguardo) ringraziano per la segnalazione Roberto Jobet.
<< In questa città, ovunque, sempre più attacchi agli spazi di libertà……… >> fece Smendock
<< Andiamo… >> gli fece Smen Tzu
Difendi gli spazi sociali, sentili come tuoi… ovunque tu sia.

Merry Christmas